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La prima persona che incontriamo quasi ci sgrida, "con tutti i bei panorami che abbiamo".
Se ne va intristito e non faccio a tempo a dirgli che di solito disegno solo quelli.
A via san Giacomo, dietro al palazzo del comune, le persone si fermano a discutere con noi,
vicino al cartello delle inutili disposizioni per l'emergenza rifiuti.
A via Roma dovremmo incontrare il corteo dei comitati cittadini, in arrivo da piazza Dante. Un corteo c'è, ma per guardare le vetrine aperte per l'inizio delle compere natalizie. Le borse degli ambulanti si alternano alle buste di immondizia. Al passaggio della polizia le prime spariscono in un istante, le altre restano.
In piazza Plebiscito si radunano i manifestanti, da piazza Dante e da via Posillipo. Troppo pochi. E lasciano due mucchi di spazzatura differenziata davanti alla prefettura. Troppo poca.Insieme a me, qualche urban sketcher napoletano. Pochi anche noi. Ecco i disegni di Caroline Peyron.




E quelli di mio figlio di otto anni che i sacchetti ci teneva a disegnarli a colori.
Pubblicato anche su Napoli Monitor.
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AGGIORNAMENTI: qui un riepilogo di Marco Rossi-Doria. Sul sito del Forum Tarsia, un video della manifestazione e su Repubblica Napoli la cronaca della giornata di Cristina Zagaria.
Sotto Napoli c'è una seconda città, quasi il negativo di quello che ci sta sopra.
Un intricato sistema di condotti per l'acqua e cisterne gigantesche, di cave per ricavare i blocchi con cui sono costruiti i palazzi soprastanti, di tunnel per oltrepassare i dislivelli di cui è piena la città, di passaggi segreti per usi militari. Le cisterne, collegate da pozzi ai cortili o alle cantine dei palazzi, sono diventate rifugi antiaerei durante l'ultima guerra, nascondigli per traffici illegali e poi depositi di materiali sequestrati ai contrabbandieri, garage sotterranei o sversatoi e discariche illegali di immondizia e materiale edile. 

Tutti questi usi ed abusi insieme sono visibili nel tunnel borbonico, percorso sotterraneo aperto di recente vicino a piazza Plebiscito. Più di 500 metri di lunghezza a 25 metri sotto il livello stradale, liberati in anni di lavoro paziente da un'associazione di volontari, geologi e speleologi. Le cavità sotterranee a Napoli non ancora censite interamente sarebbero circa ottocento, tra grandi e piccole. La nostra casa si trova proprio al di sopra di questo tunnel e mi sento un po' mancare il terreno sotto i piedi.
In english, on Urban Sketchers.
Ogni tanto disegno con un piccolo gruppo di allieve. In questo periodo affrontiamo gli edifici in prospettiva. Per indorare la pillola scegliamo dei bei posti, come questi terrazzi. Un libro di Frank Ching ci sta aiutando: Drawing. A creative process. A volte però è difficile dare ragione ai propri occhi. Dove va questa linea, sale o scende? Questo è il dilemma.
Trent'anni fa mi capitò un altro libro di Frank Ching, Architecture. Form, Space and Order, best seller in america e mai tradotto in italiano. Scritto e disegnato interamente a mano e a matita, è stato un'introduzione ideale all'architettura. Le conseguenze sul mio modo di disegnare sono ancora visibili. Quando ho conosciuto Ching quest'estate all'Urban Sketchers Symposium di Portland si è molto divertito al racconto delle tesine che copiavo dal suo libro all'università.
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Credo le piacessero i colori. Quelli delle pasticche. Coi fiori disegnati non l'ho imbrogliata.