17 dicembre, 2009

Urban Sketchers: no profit, new logo



Il network internazionale dei disegnatori Urban Sketchers è diventato un'associazione no profit. Un comitato direttivo di 19 membri affiancherà Gabi Campanario, fondatore e presidente, per curare prossime iniziative volte a "diffondere il valore artistico, educativo e narrativo del reportage disegnato". Schizzinosa è vice presidentessa! Il nuovo logo è disegnato da Franco Lancio, architetto e graphic designer di cui si è parlato spesso in questo blog: un taccuino con finestre in ordine sparso per raccontare le città, ognuno dal proprio punto di vista.

Qui l'annuncio ufficiale su USk in inglese, con l'elenco dei membri provenienti da 12 paesi diversi, dalla Mauritania alla Danimarca, da Singapore a Napoli, da Edimburgo al Portogallo, da New York a Istanbul. Un libro e un meeting internazionale tra i nostri prossimi obbiettivi. Un bottone paypal aggiunto qualche giorno fa, sta già raccogliendo donazioni che l'associazione devolverà in borse di studio e iniziative varie. Le visite al blog continuano a crescere e i disegni degli Urban Sketchers ogni giorno mostrano il mondo, una pagina alla volta!

15 dicembre, 2009

Roma, sopra porta Pinciana

Roma via Veneto

Roma porta Pinciana

A Roma, dalla terrazza del Marriott Flora, disegni preparatori per un'illustrazione.





Vista magnifica sopra porta Pinciana e villa Borghese. Tra le cupole campeggia quella di San Pietro. Certi gabbiani aggressivi mi vengono troppo vicino.

In english, on Urban Sketchers.

13 dicembre, 2009

Novembre, pesce fresco



Una domenica mattina di novembre a via Caracciolo, c'è un bel sole e fa caldo. Tra le famiglie in passeggiata e i venditori ambulanti e i ragazzi in pattini e bicicletta, dall'acqua escono due sub, con polpi da più di due chili. L'acqua però è verde-marrone e la spiaggia è un trito di rifiuti.



Più tardi mangiamo in terrazzo da amici, un ottimo pranzo di solo pesce. Non voglio sapere da dove viene...

11 dicembre, 2009

Sergio de Benedittis, arrivederci



Nella primavera 2008 un corriere mi recapitò questo taccuino. Aperta la busta, fu come ricevere uno schiaffo. Per la seconda volta Sergio de Benedittis partecipava alla mia mostra di taccuini su Napoli, per Galassia Gutenberg. Anche quello del 2006 era provocatorio, ironico ma certo non così drammatico (è pubblicato in Sguardi su Napoli e si vede integralmente nel suo sito, cercando in works-recenti). Gli telefonai subito e scherzammo un poco... cosa stava passando l'ho capito solo molto tempo dopo.



Mi piaceva il suo modo di fare, un po' brusco, diretto. E mi avevano colpito molto le sue fotografie, viste anni fa in studio. Bianco e nero stampato in proprio, su carta acquerello, bellissime. La sua ultima mail è di settembre, rispondeva a un invito: "qui si combatte e per ora va bene, ma non credo di poter partecipare". Sergio se ne è andato il mese scorso, dopo una lunga malattia. Addio, o arrivederci, a Sergio tupamaro, al "gabbiano fuori rotta", come ha scritto nella pagina qui sopra. Sono contenta che abbia lasciato una traccia anche tra i viaggi col taccuino.



Qualche immagine di Sergio de Benedittis anche in un mio articolo per Nital.

09 dicembre, 2009

Museo Tattile di Bologna



Qualche settimana fa a Bologna presso l'Istituto dei ciechi F. Cavazza, ho assistito ad una video intervista alla curatrice del Museo Tattile, Loretta Secchi. Il museo e i laboratori che vi si tengono nascono da una ricerca cominciata anni fa, anche in risposta ad una critica rivolta a Panowski e ai suoi studi di iconologia, definiti "una storia dell'arte per ciechi".



Un amico ipovedente si è prestato ad assistere a una lezione introduttiva su alcune delle opere esposte.



C'era un intreccio di mani, quelle di Loretta guidavano quelle di M. sul corpo della Primavera del Botticelli. M. si è divertito quando Loretta gli ha chiesto di provare a mettersi nella stessa posizione della Primavera. Anche nel caso del Cristo morto del Mantegna, M. ha provato la posizione contratta della mano del Cristo.



La vista e il tatto hanno un rapporto strettissimo. La vista però è simultanea e il tatto è sequenziale. Al museo si lavora sull'"otticità del tatto", per migliorare la percezione di se stessi nello spazio. Per i non vedenti questo serve anche a dare un senso al linguaggio, che spesso è legato all'esperienza fisica della percezione. Per i vedenti, serve anche a riflettere sulla percezione dell'opera d'arte e sulle potenzialità della mente in assenza di stimoli visivi.