31 gennaio, 2016

Il Castello Aragonese di Ischia, un paradiso per pittori



Quest'anno l'autunno tardava ad arrivare. In settembre ero a Ischia a preparare il workshop annuale di Urban Sketchers, alla ricerca delle vedute più "pittoresche" del Castello Aragonese, il tema del mio laboratorio. Questa sopra è dal versante della spiaggia dei Pescatori. Il castello è un isola nell'isola anche se da qui non si vede, collegato all'isola principale da un lungo pontile. Sullo sfondo si vedono Vivara e Procida e nelle belle giornate anche Napoli e il Vesuvio.

Castello Aragonese

Dalle terrazze del castello, a circa 100 metri sul livello del mare, ci si sente in pace e fuori dal tempo. Ogni punto di vista è magnifico per dipingere. L'ultimo giorno del workshop una tempesta in arrivo ha segnato l'inizio dell'autunno. Con il vento forte affacciarsi da lassù era come sporgersi dal parapetto di una immensa nave.

Castello Aragonese

La chiesa dell'Immacolata era il nostro punto di ritrovo e al suo interno abbiamo esposto i nostri lavori, giorno per giorno. Un luogo impegnativo, per l'ampiezza dello spazio e per i pittori importanti che vi hanno esposto in passato.

Castello Aragonese

Nel castello Aragonese viveva e dipingeva Gabriele Mattera (1929-2005) e nel suo atelier ancora sono stipati centinaia di quadri, bellissimi. A dieci anni dalla morte i suoi figli hanno aperto per noi lo studio di Mattera dove i pennelli e i tubetti di colore stanno ancora sui tavoli. La loro introduzione ai lavori del padre è stata emozionante. Caroline ha condotto un laboratorio all'interno dell'atelier dove a turni abbiamo fatto collage e acquarelli e per tre giorni lo studio è stato animato intensamente.


Castello Aragonese

Nelle stradine del castello ho guidato una passeggiata disegnata, suggerendo soste brevi per rapidi schizzi in ogni angolo interessante. Tra vigneti, chiese (sono cinque in tutto!) edifici, ruderi antichi e gli scorci di panorama c'è veramente troppa scelta!

Castello Aragonese

Tre giornate memorabili tra acquarelli, inchiostro di China ed esperimenti inediti per gran parte dei partecipanti con il collage insieme a Caroline Peyron e con la pittura ad olio insieme a Kelly Medford, in compagnia di Gérard Michel e di Franco Lancio come guest artists e con una trentina di bravissimi partecipanti, da più di 10 paesi diversi. 
E' stata un'edizione così soddisfacente che stiamo pensando di ripeterla, il prossimo ottobre: stesso posto, ospiti e tecniche diverse... stay tuned!

Nello slideshow il nostro gruppo al lavoro e qui i post di Kelly MedfordJenny Adam, Gérard Michel, Birgit Muller e Franco Lancio.

In english on Urban Sketchers.



26 gennaio, 2016

A Napoli, nella fabbrica degli angeli

Laboratorio di Marco Ferrigno

Non ero mai entrata in una delle botteghe di San Gregorio Armeno a Napoli, anche se abito in questa città da tanti anni. Quando a casa è capitata la statua di un angelo destinata ad un amico inglese appassionato conoscitore di Napoli ho potuto osservare da vicino un pezzo del Presepe per la prima volta. Alto circa 35 centimetri, quest'angelo ha il corpo flessibile in fil di ferro ricoperto di canapa, le mani, i piedi e la testa in terracotta, ali in legno e vestiti in seta. E, impossibili da rendere col disegno, occhi in vetro che sembrano vivi. Devi andare al laboratorio, ti piacerà sicuramente - ha detto E.

Per fortuna era la fine di ottobre e la strada dei presepi si poteva ancora percorrere mentre da novembre diventa ogni giorno più affollata fino a risultare inaccessibile durante il periodo natalizio. Marco Ferrigno e i suoi collaboratori mi accolgono cordialmente e passo la giornata a disegnare e fare domande mentre loro continuano a lavorare nonostante il flusso di visitatori già abbastanza sostenuto.

Laboratorio di Marco Ferrigno

La realizzazione delle statuette è un processo complesso che coinvolge tante persone in tempi e luoghi diversi ma il cuore sembra essere via San Gregorio Armeno. Una filiera articolata in cui ci sono lavorazioni che si tramandano da generazioni e qualche innovazione, soprattutto nei soggetti rappresentati. Nella bottega di Marco ferrigno molte delle fasi vengono svolte davanti ai visitatori in piccoli spazi ricavati tra l'esposizione  e la vendita dei presepi. In una stanzetta al secondo piano posso vedere una buona parte della lavorazione. 
Dinesh è un'artista cingalese che riproduce in creta ritratti a qualsiasi scala. I personaggi tradizionali sono tratti da modelli settecenteschi visti dal vero o sui libri ma il laboratorio realizza anche statue personalizzate da fotografie per chi nel Presepe vuole inserire se stesso o un parente. Penso ad una degenerazione dell'era dei selfie, ma in fondo i committenti di arte sacra già nei tempi antichi si facevano ritrarre e includere nella scena.
Ci sono statuette intramontabili come i Pulcinella a qualunque scala o come Totò e Maradona e personaggi contemporanei destinati ad essere sostituiti come calciatori, cantanti, attori o politici. Mi colpiscono molto un Gatto e una Volpe, parte di una serie dedicata alle favole. Mi sembra di essere tra la casa di Babbo Natale, il Paese delle Meraviglie e la Fabbrica di Cioccolato.

Laboratorio di Marco Ferrigno

Abbarbicato in cima allo "scoglio" di un Presepe molto elaborato Luca maneggia minuscole sfere di cristallo: riesce ad ottenere uno o due paia di occhi intagliando una sfera di pochi millimetri che in seguito dipinge sul retro con vari strati di colore per la pupilla, l'iride e il cristallino - queste porzioni di sfera sono così piccole che si può applicare il colore solo con la punta di uno stuzzicadenti. Nel suo impressionante repertorio sono inclusi occhi umani e di animali come cani, gatti o pecore, di diverse dimensioni e colori. Siamo solo in due in Campania a saperlo fare - dice Luca che rifornisce di occhi anche altre botteghe della zona. Ha iniziato a fare pratica nella bottega dello zio quando aveva solo dodici anni e col tempo si è inventato una serie di trucchi per perfezionare questa sua arte. Ci sono persone che pagherebbero per vedermi lavorare - dice mentre mi permette di affacciarmi in cima alla scaletta.

Laboratorio di Marco Ferrigno

Teo lavora qui da più di dieci anni, viene dalla Bulgaria e a lui spetta il compito di applicare gli occhi di cristallo alle teste in terracotta e rifinirle con palpebre di dimensione infinitesima. Poi si passa alla colorazione, diversi strati per ottenere il giusto tono di incarnato e finitura a cera per dare un aspetto più invecchiato e naturale. Tra le lavorazioni che si svolgono all'esterno, quella della vestizione a cui contribuisce la moglie di Teo, da casa. I drappi di seta sono bagnati nel caffè e rifiniti con fil di ferro sottile sui bordi per poterli modellare. Nel frattempo minuscole fiaschette di vino, cestini di frutta, strumenti musicali, mani e piedi in terracotta e teste di pulcinella arrivano o escono dalla stanza mentre chiunque entri non può resistere dal fare domande alle quali i giovani artigiani avranno risposto migliaia di volte. 
Alla fine della giornata avevo materiale sufficiente e un tema perfetto per l'illustrazione di dicembre per la mia rubrica mensile sulla rivista Dove.

Grazie per la foto a Sonia Lenzi che mi ha accompagnato. 
Nell'immagine, Giusi al lavoro su una statuetta di Gabbiadini.
PS: recensione di Pasquale Raicaldo su La Repubblica Napoli web.

In inglese su Urban Sketchers.
Naples / December 2015

Laboratorio di Marco Ferrigno. © Copyright Sonia Lenzi.

04 novembre, 2015

Al Mercato Centrale di Phnom Penh

Phnom Penh

Prima di raggiungere Siem Reap e i templi di Angkor Wat ci siamo fermati due giorni nella capitale - un'idea di Lapin per non catapultarci subito tra la massa dei turisti.
Sulla copertina del taccuino disegno la vista da un angolo di strada vicino al Mercato Centrale di Phnom Penh, un edificio Art Decò realizzato da un architetto francese nel 1937 e restaurato recentemente. Con la sua enorme cupola da cui si dipartono quattro bracci principali è diventato uno dei simboli della città. Il traffico intorno è caotico e il miscuglio di auto, camioncini, vespe e Tuc Tuc mi ricorda la mia città ma ecco un record: in 5 su una vespa, forse a Napoli non ne sono capaci!

Central Market

Per sfuggire al caldo soffocante per qualche ora andiamo in un caffè panoramico in uno dei grattacieli intorno al Marche Central. In primo piano la cupola giallina del mercato e nello skyline tra le costruzioni recenti si intravede la sagoma di un tempio khmer.

near the Central Market

Comodamente seduta posso curiosare tra i tetti degli edifici vicini e le attività che vi si svolgono. Un ragazzo lava la biancheria (forse sono le tovaglie di un ristorante) schiacciandola con i piedi in una larga bacinella e poi la stende, mentre chiacchiera con una ragazza nel terrazzo a fianco. Lei invece sta lavando il cane con la pompa dell'acqua e poi passa ad innaffiare le piante, nel suo e nei due terrazzi comunicanti con scale e scalette. Prima ha controllato diversi cesti con qualcosa a seccare, frutta o pesce come se ne vede nei mercati del posto. Al piano di sotto, un balcone è utilizzato come una vera camera da letto all'aperto - la notte la temperatura scende, anche se solo di qualche grado.

Central Market

Scendiamo al Mercato Centrale, dove si vende assolutamente di tutto, e restiamo affascinati dall'ala dei tessuti e della sartoria. Sono quasi tutte donne e passando l'intera giornata al lavoro si sono organizzate per svolgere in spazi minuscoli faccende quotidiane come dar da mangiare ai figli, cambiargli i pannolini, fare un pisolino oppure giocare a carte, se non ci sono clienti attorno. Veniamo accolti, Lapin guadagna una sedia, io un ventilatore, indispensabile e onnipresente attrezzo. I bambini come sempre vogliono il ritratto.

Central Market

Anche la parte del mercato dedicata al cibo è interessante. La frutta e il pesce, sia freschi che secchi, sono insoliti. Scopro il durian, sorta di ananas con un odore impossibile, e il dragon fruit, delizioso.

Royal Palace

Verso sera ci fermiamo sul prato lungo il fiume davanti al Palazzo Reale dove molte persone si riposano e cercano il fresco - siamo sempre sopra ai 35°.

Archeological museum

Al Museo Nazionale, anche questo costruito dai francesi ma in stile tradizionale khmer, cerco di familiarizzare con divinità hindu e buddiste, scolpite magnificamente, prima di visitare i templi da cui molte provenivano.

Altri miei disegni della Cambogia su flickr.
Qui invece il reportage di Lapin con inevitabilmente gli stessi soggetti ma in perfetto stile Lapin!

16 settembre, 2015

Angkor Wat come sfondo per selfie

Ta Prohm / Angkor Wat

Quattro giorni in Cambogia sono una pazzia, soprattutto a luglio, nella stagione delle pioggie. Ma ero a Singapore e ho seguito un gruppo di amici disegnatori e non me ne sono pentita.

Angkor Wat

Il sito archeologico vicino a Siem Reap è immenso. Con l'amico Lapin abbiamo scelto tre templi: Angkor Wat, che da il nome a tutta l'area, Ta Prohm (quello famoso per via di Tomb Rider...) e Bayon, il tempio dai mille volti di Budda.

Angkor Wat

Disegnare è stato difficile, per via del caldo soffocante, della sveglia alle 5 di mattina per non fare la coda, dell'assenza di ombre e di contrasti per via del clima umido e nuvoloso, ma ognuno ha i suoi rituali... Il nostro in questo caso si è intersecato con il rito più diffuso oggi: quello del selfie.

Ta Prohm

Ta Prohm

Per qualche strano motivo siamo stati presi di mira, assieme ai templi, in un modo così invadente da essere costretti a volte a chiudere il quaderno per avere un po' di tregua. Due milioni di visitatori all'anno, un flusso ininterrotto di persone che rendono omaggio ai templi agitando, invece che i bastoncini di incenso, le prolunghe dei telefonini.

I divieti elencati all'ingresso di Angkor Wat danno l'idea dei comportamenti dei visitatori in questo immenso sito archeologico e luogo sacro: non gridare, non entrare in costume da bagno, non arrampicarsi sulle statue, non sedersi a cavallo dei Naga (il dio serpente, che circonda i templi come una balaustra), non dare soldi ai bambini del posto (per non incoraggiarli a saltare la scuola)...  e non farsi i selfie con i monaci - "I monaci sono riveriti e rispettati. Le donne non devono avvicinarli ne sedersi accanto a loro. Se proprio volete fotografarli chiedete prima il permesso".

E' stato bello quando un monaco è venuto a sedersi accanto a me per sfogliare il mio taccuino. Avrei avuto un milione di domande da fargli ma purtroppo non parlava inglese.  E' riuscito comunque a dirmi che avrei dovuto stare più a lungo e che in fondo i soldi (per prolungare il viaggio) non sono così importanti.

In Cambogia, dopo i tragici eventi degli anni Settanta, il boom di visitatori è recente. La povertà è molto visibile. Le persone che abbiamo incontrato erano comunque molto gentili e rispettose. Al contrario dei turisti, che pure sono necessari.

Bayon

In English on Urban Sketchers.

03 settembre, 2015

Urban Sketchers a Volterra, tra alabastro e fumarole con Marc Holmes

photo: Laurel Holmes





Foto di gruppo alla fine dell'ultimo workshop a Villa le Guadalupe a Volterra. Senza taccuino i nostri ospiti Klaudia Ruschkowski e Wolfgang Storch con Pietro Fiumi di Rossi Alabastri, invitato a vedere i nostri reportage di quattro giorni tra fumarole, balze e alabastrai volterrani. 

Tra i partecipanti, ospite d'eccezione l'amico Marc Holmes di Montreal i cui acquarelli strepitosi si vedono qui con la storia del Teatro Romano, qui con i panorami e il parco delle fumarole e un commento sul workshop qui
Marc era in Toscana per tenere a sua volta un workshop di acquerello a Cortona. E' stato un onore averlo con noi e vederlo all'opera!  
Sul disegno del paesaggio, Marc Holmes tiene corsi online per Craftsy e recentemente ha pubblicato The Urban Sketcher. Techniques for seeing and drawing on location.  Per nostra doppia fortuna, anche sua moglie Laurel Holmes è stata con noi e questo è il suo bel reportage fotografico.

Dell'esperienza di Volterra hanno parlato nei loro blog anche una partecipante Svizzera e Johanna Medvey arrivata da Bruxelles.

E' stata un'altra bella edizione in un luogo che non mi stanca mai, quest'anno di nuovo insieme a Caroline Peyron, che oltre all'inchiostro di China ha coinvolto i partecipanti nel collage-ritagliando-quotidiani, attività che l'ha impegnata anche in seguito dalla Provenza (per chi la segue su FB) e nella quale a Volterra si sono tutti applicati con successo. 

Grazie ancora a Moleskine per i taccuini, questa volta in un bel formato quadrato.

Arrivederci alla prossima edizione!





02 settembre, 2015

DOVE viaggi: una rubrica mensile

Emozione Grecia


Da aprile scorso collaboro con il magazine di viaggio e lifestyle Dove (RCS) - versione cartacea, con un'illustrazione mensile realizzata ad hoc, ispirata ai miei taccuini di viaggio e legata ad uno dei luoghi di cui si parla nel numero della rivista. Qui sopra il primo disegno dedicato alla Grecia, per inaugurare la nuova veste della rivista ora diretta da Simona Tedesco. 




Un'esperienza molto interessante per me, cercare di riprodurre la stessa energia e spontaneità del disegno fatto sul posto in un'illustrazione che risponda ai criteri editoriali della rivista, equilibrio a volte difficile. Ed è notevole che una rivista di viaggi abbia scelto di inserire una pagina disegnata, l'ultima a chiusura del numero, in netto contrasto con i reportage fotografici. Abitudine diffusa in molti paesi ma per niente scontata in Italia! Nello slideshow e a fianco le sei pagine realizzate fino ad oggi.


09 giugno, 2015

Volterra, viaggio nella materia: VI Workshop di Urban Sketchers



Anche quest'anno torno a Volterra per il VI workshop in collaborazione con Villa Le Guadalupe, dal 24 al 28 giugno prossimo, e questa volta sarà con me anche Caroline Peyron, come già nel 2013. Il workshop è dedicato alla materia e ai materiali: alabastro, fumarole e creta, uno per ogni giorno di disegno. Il programma lo avevamo annunciato su Urban Sketchers e abbiamo già un bel gruppo di partecipanti (tra i quali, a sorpresa, un talentoso collega dal Canada...) - ma ci sono ancora alcuni posti disponibili! 


La giornata dedicata all'alabastro la passeremo in parte nel laboratorio di Giorgio Finazzo e Roberto Chiti: Alab'Arte. Questi due bravissimi artigiani realizzano sculture e oggetti di alabastro spaziando da copie di calchi ottocento e novecenteschi fino a opere di artisti contemporanei, come alcuni importanti pezzi di Anish Kapoor ora in mostra a San GeminianoLa settimana scorsa sono stata a Volterra per un sopralluogo:


Alab'Arte

Sono stata a visitare il "Cipollone", l'unica cava di alabastro attiva e a cielo aperto, nelle colline vicino a Volterra. I blocchi bianchi affiorano in mezzo al prato, tra le ginestre fiorite. Oltre all'aspetto artistico e artigianale andremo ad esplorare i procedimenti di estrazione e lavorazione industriale di questo materiale affascinante.

alabaster quarry

Per la giornata dedicata alla geotermia, tra fumarole, lagoni e soffioni boraciferi, andremo in gita al parco delle Biancane, tra Monterotondo e Sasso Pisano, a circa un ora da Volterra. Un paesaggio irreale, tra nuvole di vapore e formazioni rocciose che vanno dal bianco al giallo ocra, arancio acceso fino al nero. La terra ribolle sotto i piedi, fischia, sibila e gorgoglia.

Sasso Pisano

La terza giornata sarà dedicata alla creta e alle balze sulle quali è sospesa verso Nord la città di Volterra. Uno strapiombo franoso che è oggetto di molte storie locali e che andremo ad esplorare non solo dall'alto ma addentrandoci da sotto nei calanchi.

le balze

Il programma e i costi del workshop in italiano nel sito di Villa Le Guadalupe e in inglese su Urban Sketchers Workshop.

Come di consueto, l'ultimo giorno domenica 28 giugno dalle ore 16.00 mostreremo i nostri disegni e taccuini in pubblico, questa volta dentro Villa Le Guadalupe che apre le porte per un Open Day durante il quale sarà possibile ammirare la nuova collezione di oggetti di da Volterra werkstatt, un nuovo progetto curato da Klaudia  Rushkowski. 
Un'occasione da non perdere per visitare anche la villa!

villa Le Guadalupe

Qui altre foto e disegni di questo mio sopralluogo e a seguire le foto delle edizioni passate del workshop volterrano:

19 maggio, 2015

Lungo il Canale Emiliano Romagnolo: in mostra a Bologna


Da domani tutti i miei disegni del CER, fatti durante numerosi sopralluoghi dal 2009 all'anno scorso, sono in mostra presso la libreria Trame di Bologna:

mercoledì 20 maggio alle 18.00
presentazione del libro con me e l’ing. Marco Menetti, direttore tecnico del CER
e con Sonia Lenzi, che ha curato il progetto

Una delle opere idrauliche più importanti e complesse della nostra regione viene spiegata in modo chiaro e poetico in un’insolita pubblicazione realizzata dal CER con la grafica di  Lizart comunicazione visiva che riproduce fedelmente i disegni originali, accompagnata da una mappa con gli impianti, pensata per lettori e visitatori di ogni età.

Il libro verrà distribuito in omaggio ai partecipanti durante la presentazione.

In viaggio col taccuino tra paesaggi fluviali e oasi naturalistiche, gigantesche idrovore e impianti idraulici che permettono di irrigare un’area importante della campagna emiliano-romagnola, tra il fiume Po e il Reno, tra Ferrara, Ravenna e Cesenatico, dal bosco della Panfilia all’Oasi di Volta Scirocco o nell’Azienda agricola sperimentale Marsili. I luoghi visitati durante numerosi sopralluoghi, sono raccontati in presa diretta, con le parole dei tecnici e addetti del Canale incontrati lungo il percorso.

In mostra fino al 12 giugno tutte le pagine originali dei taccuini.

Vi aspetto!


06 aprile, 2015

IV Urban Sketchers Workshop a Napoli



Il Castello Aragonese attraverso gli sguardi dei pittori, dal Grand Tour a Gabriele Mattera
Ischia, 8/11 ottobre 2015

con Simo Capecchi, Caroline Peyron e Kellly Medford 
guest artist: Gérard Michel e Franco Lancio

in partnership con l'Associazione amici di Gabriele Mattera
in collaborazione con il parco Idrotermale Negombo

In English on Urban Sketchers Worshops website.

**le iscrizioni sono chiuse!**

Per la quarta edizione del workshop ci inoltriamo nel golfo di Napoli e approdiamo ad Ischia per raggiungere uno dei luoghi più affascinanti dell'isola, il castello Aragonese. un vero paradiso per pittori. 
Questa antica fortezza si trova su un isolotto roccioso, collegato all'isola di Ischia attraverso un ponte costruito nel Quattrocento. Cittadella fortificata per difendersi dai pirati, oltre al mastio ospitava al suo interno abitazioni per più di mille famiglie, una decina di chiese, un convento. Bombardato più volte, poi abbandonato e in seguito adibito a carcere fino al 1860, l'isolotto con i suoi edifici in gran parte ridotti a rovina è stato venduto all'asta e acquistato da un privato nel 1912. 
Attualmente il mastio è inaccessibile ma diverse costruzioni, quattro chiese e un convento sono state restaurate e adibite a spazi per esposizioni, ospitalità e ristorazione, vi sono orti, uliveti, campagne coltivate oltre alla sede dell'Istituto Europeo di Restauro. L'isola è aperta alle visite tutto l'anno. Dalla sua sommità si gode di un panorama a 360° sull'isola di Ischia e su tutto il golfo di Napoli. 
In collaborazione con gli attuali proprietari del castello abbiamo preparato un programma ideale per immergersi nella pittura, a contatto con la natura, il mare e le vestigia della storia dell'isola, circondati dalla bellezza, in un ambiente silenzioso dove il tempo scorre lentamente. Alloggiare nell'antico monastero del castello aggiungerà un fascino speciale a questa esperienza.


Nei secoli scorsi il castello Aragonese è stato il soggetto preferito dagli innumerevoli artisti in viaggio in Italia e sbarcati a Ischia. Possiamo dare nuova vita a una delle vedute più sfruttate dell'isola?  Questo sarà il tema affrontato con Simo Capecchi, ritrovando e reinterpretando i punti di vista classici del castello Aragonese e cercandone di nuovi sia da lontano, sia all'interno del castello, creando la propria guida-itinerario disegnata dell'isola fortificata.

In questo luogo speciale è nato e vissuto Gabriele Mattera (1929-2005), figlio dell'avvocato ischitano che acquistò il castello all'inizio del Novecento, e che alla pittura ha dedicato tutta la vita, diventando un artista affermato. Visiteremo il suo studio all'interno del convento, dove sono custoditi centinaia dei suoi dipinti ad olio di grandi dimensioni, guidati da suo figlio Nicola e in collaborazione con l'Associazione degli Amici di Gabriele Mattera. Nelle sue opere il castello e i panorami dell'isola non sono mai presenti e l'artista si è progressivamente allontanato dal realismo ma si tratta di dipinti che hanno un legame profondo con l'ambiente in cui sono stati realizzati.  Con Caroline Peyron andremo sulle sue tracce, dipingendo en plein air negli orti del castello, osservando e creando a partire da dettagli di natura e frammenti di architettura.

Lo studio dove lavorava Gabriele Mattera, oggi.




Il programma del workshop


Pittoresco decostruito, con Simo Capecchi

Il castello Aragonese è stato un soggetto perfetto per i pittori in viaggio nel Sud Italia tra la fine del Settecento e per tutto l'Ottocento. Presenta, infatti, le caratteristiche della veduta "pittoresca" ideale: il contrasto tra il profilo drammatico della scogliera con l'architettura in rovina della fortezza e delle antiche chiese e la tranquillità della spiaggia sottostante, con i bagnanti e i pescatori al lavoro, "un misto stravagante d’orrido e di domestico, di piano e di scosceso", un equilibrio tra "varietà e gradevole disordine", tra bellezza e asimmetria, qual era ricercato dagli artisti di quel periodo. Nelle numerosissime immagini (incisioni, acquarelli e olii) che ci sono pervenute, il castello è rappresentato principalmente da una certa distanza e con in primo piano la spiaggia dei Pescatori, oppure incorniciato dagli scogli di Sant'Anna. 
E' possibile cimentarsi con un tema così tipicamente pittoresco, in modo contemporaneo? Dagli stessi punti di vista cercheremo di fare nostre alcune modalità dei pittori che ci hanno preceduto, smontandole e traducendole, ognuno con la propria sensibilità, introducendo elementi forti di contemporaneità, sia nella composizione sia nel soggetto.

Non si trovano invece vedute dell'interno del castello: bombardato dagli inglesi all'inizio dell'Ottocento e diventato un carcere per gran parte del secolo, era inaccessibile all'epoca dei Grand Tour. Saremo noi a produrre un'iconografia inedita di questo variegato microcosmo, creando una sequenza di disegni per una possibile guida disegnata lungo il percorso di visita al castello, dall'ingresso all'estremità del ponte, fino al suo punto più alto che si affaccia sulla costa verso i Campi Flegrei, tra olivi, vigneti, panorami e antiche architetture.




Sulle tracce di Gabriele Mattera, con Caroline Peyron. 

Lavoreremo ispirandoci in particolare a un ciclo di dipinti di Mattera della fine degli anni Ottanta, originato dall'osservazione dei giochi di luce e delle forme mutevoli assunte dalle tende nel suo studio al castello Aragonese. Dispiegate come grandi vele al sole, oppure riavvolte attraverso un sistema di cavi, le tende riparano ancora oggi i finestroni dalla luce diretta. Il figlio Nicola racconta come da bambino lo aiutava a fotografare lenzuoli stesi ad asciugare nelle diverse ore del giorno e della sera, studi che solo molto tempo dopo hanno generato questa serie di dipinti. 
Nel ciclo delle "Tende" c'è una progressiva astrazione, sia nelle forme sia nell'uso del colore stesso, quando il bianco della tenda si scompone in colori puri. Questa sintesi estrema nasce da una profonda e "silenziosa" osservazione della realtà e trasmette bene il senso di sospensione del tempo che percepiamo all'interno del castello. "Nello spazio del silenzio si rivela la pittura", scrive Vitaliano Corbi in un catalogo dedicato a Mattera.
Noi disporremo in vari luoghi del castello dei teli, fissati su aste di bambù che cresce sul posto, e lavoreremo sulle vibrazioni colorate che si creano tra il bianco della tenda e i colori circostanti, utilizzando inchiostro e pastelli a cere a olio. 
Altra fonte d'ispirazione saranno i fondali variegati tra scogli e vegetazione marina visibili dall'alto delle terrazze del castello, che creano interessanti forme, trasparenze e variazioni di colore.


Introduzione alla pittura a olio, con Kelly Medford


Dato il poco tempo a disposizione e la vastità dell’argomento ci concentreremo su come realizzare un bozzetto ad olio in modo veloce ed efficace en plein air, lavorando principalmente per grandi masse e differenze tonali, e dosando colori freddi e caldi per dare il senso della profondità.

Per “toni” si intendono i diversi passaggi dalla luce al buio, sulla scala dei grigi. La prima cosa a cui pensare in un dipinto, ancor prima del colore, è la luminosità,  in relazione all’insieme. La maggior parte dei dipinti, anche l’opera più eccelsa, presenta circa cinque toni, sette al massimo. In questo modo il dipinto rende i piani distinti (quelli in posizione verticale, obliqua, la terra, il cielo, ecc) in modo chiaro. E’ essenziale in un dipinto impostare subito e in modo chiaro la struttura dei diversi toni e poi attenersi a questi. Procedendo, bisogna ricordare di confrontare costantemente i toni tra loro, specialmente nei mezzi toni (quelli intermedi, tra valori i chiari e gli scuri).
Questo esercizio ha un ulteriore vantaggio: ci aiuta a iniziare a pensare per forme, piuttosto che per linee. Se riusciamo ad impostare fin dall'inizio il dipinto per masse e toni diversi, siamo sulla buona strada!

La cosa principale su cui ci concentreremo con il colore sarà come rendere le vostre miscele più chiare o più scure e più calde o più fredde. E' utile ricordare che i colori caldi, quelli che tendono verso il rosso o giallo, vengono “in avanti” in un dipinto, mentre i colori freddi, quelli che tendono verso il blu, creano naturalmente un effetto di lontananza. Studieremo come ottenere le nostre miscele di colori a seconda che si tratti di colori alla luce del sole oppure in ombra (la luce del sole è calda e le ombre sono generalmente fredde), per creare l’effetto della distanza che c’è tra noi e lo spazio.



Attività aperte al pubblico

Sabato 10 ottobre ore 18.30 - Chiesa dell'Immacolata
"Il Castello Aragonese un disegno alla volta" 
esposizione finale dei lavori del workshop
Le tre giornate al castello si concluderanno con una mostra aperta al pubblico, collegandosi idealmente alle tante mostre d'arte organizzate in questa sede prestigiosa fin dagli anni '80. 

Domenica 11 ottobre ore 10.30 / 16.00 
"Negombo Sketchcrawl"
maratona collettiva di disegno
A conclusione del workshop saremo ospiti del parco idrotermale Negombo di Ischia, per una giornata di disegno nella natura, aperta a tutti. Il Negombo si affaccia sulla baia di San Montano e le sue piscine termali sono circondate da un magnifico giardino creato a partire dagli anni '40 come dimora per piante esotiche, ormai diventate autoctone. Curato dal paesaggista Ermanno Casasco, il parco del Negombo è stato di recente inserito nel circuito dei Grandi Giardini Italiani


Programma, iscrizioni e alloggio

Mercoledì 7 ottobre: dalle ore 17, accoglienza nel castello Aragonese. 

Giovedì 8 ottobre

ore 9.30/13.00 divisi in 3 gruppi
Caroline Peyron, sulle tracce di Gabriele Mattera
Simo Capecchi, Pittoresco decostruito
Kelly Medford, Introduzione alla pittura ad olio 

14.30/17.30 tutti insieme
Giro naturalistico disegnato del Castello Aragonese

ore 20.00 cena nell'Albergo Il Monastero, Castello Aragonese, su prenotazione 

Venerdì 9 ottobre


ore 9.30/13.00 divisi in 3 gruppi
Caroline Peyron, sulle tracce di Gabriele Mattera
Simo Capecchi, Pittoresco decostruito
Kelly Medford, Introduzione alla pittura ad olio 

14.30/17.30 tutti insieme
Il Castello Aragonese dalla spiaggia dei Pescatori

Sabato 10 ottobre

ore 9.30/13.00 divisi in 3 gruppi
Caroline Peyron, sulle tracce di Gabriele Mattera
Simo Capecchi, Pittoresco decostruito
Kelly Medford, Introduzione alla pittura ad olio 

14.30/17.30 tutti insieme
Giro architettonico disegnato del Castello Aragonese

ore 18.30  Il Castello Aragonese un disegno alla volta
aperitivo ed esposizione pubblica dei lavori, chiesa dell'Immacolata, Castello Aragonese

Domenica, 11 ottobre 

ore 10.30 / 16.00 Negombo Sketchcrawl
Maratona collettiva di disegno. I partecipanti del workshop saranno ospiti del Negombo, giardino e centro termale nella baia di San Montano, per disegnare insieme a chi vorrà raggiungerli. Disegnatori ospiti, per accreditarsi scrivere a: marco(at)negombo.it

Costo e iscrizioni: il workshop costa 240 euro, vitto e alloggio e altre spese di trasporto o materiali sono escluse. Per iscriversi inviare una mail a simo.capecchi(at)gmail.com  - Tutti i livelli di esperienza sono benvenuti. Massimo 30 partecipanti, minimo 12.

Lingua: il workshop è internazionale e in genere due terzi dei partecipanti sono stranieri, dunque la lingua principale è l'inglese. Cercheremo comunque di tradurre in italiano per la minoranza locale :-)

Alloggio. L'albergo Il Monastero è partner del workshop e offre ai partecipanti uno sconto speciale del 20% sul prezzo di listino se si prenota la stanza entro il 31 maggioLo sconto non si applica ad una camera doppia uso singola. Per informazioni sull'albergo e per prenotare la camera: ilmonastero(at)castelloaragonese.it 
**NB: le camere sono terminate**


Questo workshop nasce da un'idea di Franco Lancio, appassionato frequentatore del Castello Aragonese e indispensabile presenza dietro le quinte di ogni nostro workshop. Sua è anche la grafica del banner, con un dipinto di Gabriele Mattera (Bagnanti, 1983).
Si ringrazia l'Albergo il Monastero, presso il Castello Aragonese d'Ischia per la preziosa collaborazione. Si ringrazia Marco castagna e il parco idrotermale Negombo nella Baia di San Montano per la generosa ospitalità nella giornata finale del workshop.


Gabriele Mattera nel suo studio al castello Aragonese, 1985.


Foto delle edizioni precedenti: 
I Workshop USK Napoli 2012: Storie, Frammenti e Panorami
II Workshop USK Napoli 2013: Napoli Nascosta
III Workshop USK Napoli 2014: Colleziona la città

Chi siamo

Simo Capecchi bio / meet the instructor 


 Caroline Peyron è un’artista francese che vive a Napoli. Sue mostre personali si sono tenute presso l’Istituto Francese Grenoble, la Biblioteca Nazionale, il Museo Archeologico, Castel Nuovo e il Museo e Certosa di San Martino di Napoli e l'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. Ha un'esperienza ventennale di atelier di pittura e laboratori di disegno con bambini, ragazzi e adulti, presso scuole o istituzioni come il Museo di Capodimonte e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ha diretto l'atelier di pittura per "Chance", la scuola della seconda occasione a Napoli. Collabora con Simo Capecchi per i workshop di Urban Sketchers a Napoli e a Volterra e con lei cura il workshop di Disegno in Scena e dei Disegnattori.  Meet the instructor.




Kelly Medford è un'artista americana che vive a Roma dal 2005. Dipinge ad olio e ad acquarello en plein air quotidianamente, come modo per conoscere le persone, la storia e la cultura di un luogo. Dal 2012 ha creato Sketching Rome Tours per condividere queste sue esperienze con tutti. Web site: http://www.kellymedford.com/

03 gennaio, 2015

5 metri x 13 disegnatori a Liège

Liège
Liège, brocante in boulevard de la Constitution
Primo post dell'anno all'insegna della condivisione, non solo virtuale, ma reale. In settembre è stato bello disegnare insieme a Liège, in Belgio. Una delle esperienze possibili grazie alla rete (soprattutto virtuale) degli Urban Sketchers. Qui altri miei disegni fatti durante cinque giornate intense, riempiendo un metro di taccuino al giorno. Buon Nuovo Anno, pieno di nuovi incontri e di disegni!




A metà settembre 2014 un gruppo di disegnatori è stato invitato a Liège da Gérard Michel e dalla
Société Libre d'Emulation per disegnare la città a più mani. Con me c'erano: Florian Afflerbach (Stuttgart), Rene Fijten (Maastricht), Miguel Herranz (Barcelona), Lapin (Barcelona), David Magli (Murianette, France), Corinne Raes (Haacht, Belgium), Luis Ruiz (Malaga), Inma Serrano (Sevilla) e Rolf Schroeter (Berlin) insieme a Gérard Michel, Antoine Michel e Fabien Denoël, nostri ospiti e organizzatori. Ognuno ha riempito un taccuino a fisarmonica lungo 5 metri, confezionato per noi da Gérard. A fine settimana è stata allestita una mostra con i nostri 13 taccuini - 65 metri dedicati a Liège - presso il Theatre di Liége. Nella stanza a fianco c'era anche una mostra degli incredibili Giochi di Prospettiva di Gérard Michel: Perspective games.
PS: Grazie Gèrard, anche per avere scansito 65 metri di disegni!! 

Un video qui!!
 In English on Urban Sketchers.