02 agosto, 2014

La Compagnia della Fortezza, metamorfosi del carcere di Volterra


All'ingresso della Fortezza Medicea siamo in fila per entrare e i turisti che passano davanti, subito si accodano. Ma entrare non è facile come sembra! Infatti già dieci giorni prima abbiamo inviato i nostri dati e una richiesta di permesso al Ministero di Giustizia, per vedere "Santo Genet" (qui il trailer), una performance basata sulle opere di Jean Genet. Si tratta dell'ultimo lavoro della Compagnia della Fortezza, la compagnia teatrale creata da Armando Punzo già 25 anni fa e che coinvolge più di 70 attori detenuti nel carcere di Volterra. Lo spettacolo si svolge proprio dentro il carcere, nel cortile e in un corridoio di celle ormai a questo destinato. 


Dopo un prologo nel grande cortile della Fortezza, seguiamo gli attori negli spazi angusti di una serie di celle dove si alternano, recitando simultaneamente monologhi tratti da Genet mentre gli spettatori si stringono intorno a loro. Disegnare non è stato facile e credo di essermi persa metà dello spettacolo. In ogni caso per il contatto così ravvicinato tra pubblico e attori, per la drammaticità dei testi e il coinvolgimento dei detenuti negli argomenti trattati, è stata un'esperienza forte e imprevista. 




Senza entrare nel merito dello spettacolo, era evidente a tutti noi spettatori la grandezza dell'opera svolta da Punzo in 25 anni di lavoro con un gruppo così numeroso di detenuti e di guardie carcerarie e con tutto il personale della prigione.
Abbiamo assistito, insieme allo spettacolo, ad una vera metamorfosi di un luogo di detenzione e  mortificazione in uno spazio più ampio, dove un dialogo con l'esterno è possibile e dove per ogni essere umano è ammessa una seconda opportunità.

Carcere e Città sono per Armando Punzo "i luoghi in cui mettere in scena l’impossibile che si realizza attraverso l’arte: il dolore che si trasfigura in immensa bellezza".
Un utopia che ci piace sottoscrivere. Un esempio virtuoso nel contesto delle carceri italiane, di recente condannate dalla Corte di Strasburgo per le condizioni disumane di sovraffollamento e che vantano una percentuale di suicidi 20 volte superiore al resto della popolazione.

Altri miei disegni del festival, durante l'evento pubblico de "la Ferita", qui.

Grazie al Volterra Teatro Festival per aver inserito nel programma il nostro 5° Urban Sketchers Workshop. Foto e disegni dei coraggiosi partecipanti che per quattro giorni mi hanno seguito disegnando in condizioni "impossibili"... in questo set.

In English on Urban Sketchers.

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