03 maggio, 2011

Col taccuino a Volterra, workshop a villa Le Guadalupe

val di Cecina

villa Le Guadalupe

Sarò di nuovo a Volterra, a villa Le Guadalupe, per due lunghi weekend di disegno, dal 1-5 giugno e dal 7-11 settembre. E' un posto dove torno volentieri anche per la compagnia e l'accoglienza di Wolfgang Storch e Klaudia Ruschkowski che alla cura della villa e degli ospiti e alla promozione delle arti in generale, si dedicano con passione. Le immagini dell'anno scorso su flickr e altre foto di Alessia Montefusco.

20 aprile, 2011

Cimitero delle Fontanelle e Sanità

cimitero delle Fontanelle
cimitero delle Fontanelle
via della Sanità
via della Sanità

Qualche settimana fa sono tornata al cimitero delle Fontanelle con Javier de Blas, che sta facendo un giro di quattro mesi intorno al Mediterraneo, durante il quale incontrerà molti altri disegnatori. Sembra di essere in India - ha detto, nel mezzo del caos dei motorini e delle edicole votive della Sanità. Divertente vedere un posto noto, con gli occhi di un'altro. Anche le montagne di spazzatura hanno preso un aspetto un po' esotico. Qui i disegni di Javier.

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28 marzo, 2011

Tracce a Liternum, su pellicola trasparente

Liternum

Dopo la gita a Cuma, con gli studenti di Giugliano sono andata a Liternum. Qui, Scipione si era esiliato dopo aver sconfitto Annibale nelle guerre Puniche. Anche se la villa non è stata mai trovata, negli anni '30 sono stati scavati i resti di un foro, un tempio e un teatro. Per commemorare l'evento fu eretta quest'Ara, che nella tradizione popolare è diventata la "tomba di Scipione", una meta preferita del picnic di Pasquetta dei giuglianesi negli anni Settanta.

Liternum

All'interno dell'area archeologica ci sono diverse costruzioni e fattorie abusive e, dice la volontaria della Pro Loco che ci fa da guida, non se ne andranno mai.

LiternumLiternum












Per convincere gli studenti a disegnare e per rompere il ghiaccio, usiamo il trucco dell'acetato.
"Disegnamo le rovine o anche le case abusive?" Suggerisco di usare fogli diversi che ricorderanno il lavoro di scavo a strati dell'archeologo. Per un po' funziona, finchè si mette a diluviare.
"Tracce" è un progetto extracurricolare per studenti del liceo Cartesio a Giugliano,
a cura di Renata Guadalupi e Maria Falcomatà. Il logo-timbro da mettere sugli elaborati è di Luigi Maisto

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21 marzo, 2011

AMATELA, l'architettura, a Radio Prima Rete

Mercoledì 23 alle 19 sarò intervistata durante la trasmissione AMATELA (l'architettura, diceva Giò Ponti) a Radio Prima Rete di Caserta - trasmissione settimanale a cura di un gruppo di giovani e appassionati architetti.
Radio Prima Rete: CASERTA 95.00 HZ NAPOLI 95.100 HZ
La radio si ascolta anche in streaming, la trasmissione va in onda ogni mercoledì e si scarica da Facebook.

16 marzo, 2011

Piove, niente hockey

Hockey Napoli

Hockey Napoli

La squadra di Hockey nella città del pallone non ha sede e si allena al Collana, dove la pista è all'aperto e malandata. Peccato, perchè sono bravi e accoglienti con le nuove leve. Per passare il tempo sugli spalti ho un taccuino dedicato. Quando piove invece, tutti a casa.

12 marzo, 2011

Pothos alla Centrale Montemartini

Pothos

Alla Centrale di Montemartini il Pothos è struggente, come dev'essere il desiderio che impersona. Davanti è un bel ragazzo, anche se ha perso il naso.

Pothos

Dietro e di profilo è femmina. Un ritratto perfetto dell'adolescenza. Nella capigliatura poi, sembra mio figlio. Altri disegni in questo set.

10 marzo, 2011

Mamutzones e Uomo Cervo a Castelnuovo

Dioniso

L'uomo-caprone sardo ha incontrato l'uomo-cervo molisano.

Mamutzones

Il rito antico dei Mamutzones di Samugheo in Sardegna assomiglia a quello de Gl' Cierv in Molise, dove l'uomo-cervo scatena il panico in paese dopo essere stato evocato dalle janare, e in seguito placato da un domatore incappucciato, da una anziana del paese e infine da un cacciatore. Un gruppo di ragazzi sardi erano ospiti di Castenuovo al Volturno, tra le montagne innevate e il freddo di domenica scorsa. Li ho disegnati mentre si riposavano (tra campane e copricapo avranno addosso venti chili) e aspettavamo il Cierv, che invece arriva col buio.

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01 marzo, 2011

Tracce a Cuma e lago d'Averno

Cuma

Il territorio in cui viviamo è una mappa complessa dove le tracce volontarie si mescolano e si sovrappongono ai segni di azioni non sempre consapevoli. Le decisioni sbagliate e persino le scelte non compiute hanno prodotto un luogo apparentemente privo di senso, dove è molto difficile riallacciare quel filo sottile tra presente, passato e futuro...

Cuma, antro della Sibilla

TRACCE è un progetto di amiche insegnanti di liceo a Giugliano e Qualiano che guidano i ragazzi a ritrovare il filo della memoria storica attraverso la rielaborazione personale di materiali raccolti sul territorio.

Cuma

Questa è la mia raccolta di tracce a Cuma, dove li ho accompagnati. Centinaia di artisti più illustri mi hanno preceduto ma questa veduta non si è consumata ed è sfuggita chissà come alla cementificazione del territorio circostante. La lecceta cantata da Virgilio è un prezioso tratto di costa non edificato.
Nelle dune fossili l'imprudente
Caretta Caretta continua a deporre le uova, tra il via vai dei fantini che allenano i cavalli al trotto per le corse clandestine e il percolato sversato a mare. Le linee che si prolungano in acqua nel disegno sono canali di scolo che è meglio vedere da lontano.
Da quassù è un paradiso.


Lago d'Averno e Baia
Lago d'Averno e Baia

A sole tramontato e con un vento gelido, una necessaria sosta panoramica sulla soglia dell'inferno. Il tempio di Apollo in primo piano e il castello di Baia sullo sfondo.

"Tracce" è un progetto extracurricolare per studenti del 3° anno del liceo Cartesio a Giugliano,
a cura di Renata Guadalupi e Maria Falcomatà.

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23 febbraio, 2011

Taccuini dal mondo fluttuante, intervista a Stefano Faravelli


Stefano Faravelli sarà a Roma al museo Tucci il prossimo sabato 26 febbraio alle 17.00 per presentare il libro tratto dal suo ultimo viaggio: Giappone. Taccuini del mondo fluttuante con allegato il dvd realizzato da Stefano Folgaria. I taccuini originali resteranno in mostra fino al 13 marzo.







Di seguito pubblico un'intervista che ho fatto a Stefano per il sito di Urban Sketchers.
Quella di Stefano Faravelli non è una scrittura adatta alla lettura veloce di un blog: come i suoi disegni, è densa di rimandi e significati.

Per chi non lo ha mai incontrato o non verrà a Roma, un recente documentario per la tv svizzera:
Alla corte del mirmecofago, consente un'incursione nello studio dell'artista e nel suo universo poetico.





Disegnare sul posto
. Nel manifesto degli Urban Sketchers la missione principale è quella di disegnare on location (sul posto), definizione meno altisonante della classica
an plein air e meno accademica del disegno dal vero. Cosa significa per te raccontare quello che ti circonda in diretta, nel taccuino? E mentre disegni, cosa succede intorno a te?

Facendo corona tutti intorno, i bambini mi guardano mentre intingo il pennello nell'acqua salata di una pozza, la stessa dove ho deposto il polpo che ho appena pescato con le mani e che ora sto ritraendo. Lo ritraggo mentre, come Proteo, il Vecchio del mare cantato da Omero, si muta in scoglio, in alga, in cirro, in pozza d'ombra sui ciottoli levigati. Proteo è figura del vivente: cangiante unità in cui siamo immersi e di cui facciamo parte... Mentre dipingo, mano, occhi e mente danno altra forma a questa vita e mi sorprendo sempre nel constatare quanto disegno e pittura siano adeguati a penetrare questa cangiante unità e a cantarne la stupefacente bellezza. A condizione di essere sulla cosa stessa, "sul posto" come dite voi, perchè ciò che conta è afferrare l'unità sostanziale del mondo percepibile, come insegnava Pavel Florenskji, senza mediazioni. Ciò è possibile solo quando "l'anima si fonde con i fenomeni percepiti".
Il disegno rende possibile questa fusione in una sorta di andirivieni, estremamente complesso, dello sguardo, della mano, degli impulsi che viaggiano nella corteccia cerebrale e che sono tutt'uno con la cosa vista, con la luce che ce la fa vedere, ecc... Quando disegno un polpo divengo polpo, ciottolo, cirro, scoglio e pozza d'ombra.
Ho risposto alla tua domanda dal versante “interiore"; poi c'è tutto quel mondo di interazioni che rendono il disegno sul posto un’esperienza così piena di fascino, capace di generare reazioni impreviste in chi assiste allo spettacolo, di mettere in moto situazioni interessanti. Avrei racconti bellissimi da fare, hanno ispirato molte pagine dei miei libri.

Organizzare un reportage disegnato
. Come ti prepari ad un nuovo viaggio e come organizzi il lavoro sul posto? Una volta tornato a casa, utilizzi anche altre fonti iconografiche o fotografie?

C'è un taccuino personale, testimone di una ricerca e supporto di un approccio senza mediazioni alla realtà e poi ci sono i libri, che mescolano in percentuali diverse il lavoro personale ad esigenze comunicative e intenzioni narrative più complesse. In questo caso il lavoro fatto sul posto, che rimane la spina dorsale del carnet, si pone in dialogo con tavole elaborate in atelier a partire da schizzi o fotografie, con invenzioni o interventi di “filologia” grafica tratte da libri. I testi, poi, sono sempre scritti a parte, in un taccuino apposito e poi riversati sulla pagina. I miei carnet non vogliono essere l'estemporaneo esercizio di un abilità tecnica ma la narrazione della mia esperienza spirituale di un paese. Sono il tentativo di racchiudere un mondo in un libro e offrire al lettore il miracolo di un viaggio da fermo. La pagina deve contrarre il tempo e lo spazio per poterlo poi sprigionare sul doppio versante narrativo e simbolico.
In questo senso la preparazione “ante viaggio” è fondamentale, naturalmente.
Per il Giappone non ho consultato neppure una guida, ma mi sono letto tutto Mishima e Tanizaki, i testi Zen e Murasaki, Harris e Fosco Maraini. Per tacere del mio rapporto con la tradizione figurativa di quel paese che ispira il mio lavoro da anni... Una volta lì mi sembrava di esserci già stato infinite volte, con altri occhi.
Ciò detto è però vero che il lavoro fatto sul posto ha una “energia” che gioca nell’economia del libro un ruolo insostituibile: chi ne volesse conferma si guardi il documentario che Stefano Folgaria ha realizzato nel corso del viaggio giapponese, filmando la genesi di gran parte dei miei taccuini.
Vedi i video dispacci inviati in diretta dal giappone qui: 1, 2, 3, 4, 5, 6. Il documentario completo è allegato al libro.


La scrittura e il disegno. I tuoi taccuini sono pieni di scritte. Il rapporto tra le immagini e i testi è così stretto che andrebbero pubblicati in facsimile, senza bisogno di ulteriore lavoro di impaginazione. Sei anni fa, prima di conoscerti e prima di aprire questo blog, nei miei taccuini non scrivevo nulla sotto i disegni. Sei stato proprio tu ad incoraggiarmi a farlo, quando mi hai detto "è un peccato non vedere la tua calligrafia. L'interazione tra scrittura e immagine è un caso tipico di uno più uno uguale tre: aggiunge una dimensione ulteriore, quella del pensiero".

Uso la scrittura non solo come notazione mnemonica: il testo esprime il pensiero, che è nel cuore stesso del visibile; non per niente “Idea” ha la stessa etimologia di vedere. I miei testi non sono solo didascalie delle immagini, ma altre immagini, immagini espresse in altro modo. Poi c’è da considerare l’importanza della calligrafia, forma d’arte tra le maggiori in Oriente (Cina, Giappone, Islam). In un calligramma cosa è figura e cosa è scrittura? Forse l’esempio più perfetto di ciò che ho in mente sono i mappamondi medioevali: trovo straordinario come scrittura e immagine si intrecciassero in essi a formare un vero e proprio supporto per derive meditative. Non erano uno strumento per orientarsi tra meridiani e paralleli, descrizioni “orizzontali” del mondo, bensì “macchine mistiche”, dove scritto e figura consentivano pellegrinaggi mentali e morali, autentici viaggi letterari per gente che non si muoveva.

Il rapporto con la realtà. Questo modo di abbinare testo e immagini per raccontare la realtà ricorda una professione scomparsa con l'avvento della fotografia, quella del viaggiatore-disegnatore che ritorna oggi con la definizione del graphic journalist. In Italia il giornalismo disegnato è considerato un po' un imbroglio, che contrabbanda distorsioni soggettive al posto di obiettività. Quale rapporto hai con ciò che disegni nel taccuino: aggiungi, togli, distorci o cerchi di essere obbiettivo, fedele alla realtà? Perchè inserisci frammenti raccolti sul posto, come pezzetti di carta o piccoli oggetti?

Cosa vuol dire cercare l'obbiettività? Certo il nostro sguardo è selettivo, perchè lo è il nostro essere nel mondo... siamo sempre un "punto di vista". Scelgo di raccontare certe cose e non altre, ma il punto è "salvarsi l'anima" nel scegliere come raccontarle. E' a questo livello che riduco al minimo le "distorsioni soggettive". Stringere fedelmente in un contorno (di-segno) e suggerire il volume col colore e il chiaroscuro; sono gesti semplici, che prescindono dall’affettazione dello stile e dalla rivendicazione di presunte estetiche (avvallo di ogni soggettiva abnormità): questo è il mio “danzare in catene". Non aver limiti è la vera costrizione: porre da sé il proprio limite apre la via al suo trascendimento.
La mera esistenza del dato naturale, apparente limite ontologico, è trascesa dall’orizzonte di significati a cui ogni cosa rimanda, che potrei definire come il tessuto teofanico della Realtà. L’analisi delle forme viventi nell’indagine figurativa, che è non soltanto studio della natura, ma implicita ripetizione demiurgica del creato, è già tutta nell’ordine di questo tessuto teofanico.
L'inserzione di "apporti oggettuali", carte, foglie, peli di scimmia o di cammello, crea una ulteriore connessione con quel tessuto: porta il mondo dentro il taccuino. Lo ha capito Daniel Picouly che introducendo il mio libro Mali Secret scriveva: la feuille ramassèe au pied du grand arbre à palabres est tout l’arbre à palabres. Est toutes les histories qu’on a racontèes à ses pieds depuis le jour des temps.


















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22 febbraio, 2011

Una carriola di disegni su Animals

1 carriola di disegni

Questo mese il numero 20 di Animals è dedicato ai terremoti, con un articolo sulla Carriola di disegni fatti durante l'incontro di disegnatori da tutta Italia il 10 ottobre scorso. In questa pagina il mio taccuino, altre immagini qui.

09 febbraio, 2011

Paesaggio urbano con tabernacolo

tabernacolo

Sul lato di Santa Maria la Nova c'è un vicolo in discesa, buio e maleodorante. Un tempo il porto era più vicino e a pochi passi c'era l'osteria dove Caravaggio accoltellò un uomo.
Cosa disegnamo? Per superare l'empasse degli studenti ho iniziato a casaccio dalla vista peggiore.
Subito la qualità grafica di questo paesaggio mi ha assorbito completamente. Napoli è la mecca dei disegnatori.
Thanks to Cyop&Kaf.

27 gennaio, 2011

largo Banchi Nuovi

S. Cosma e Damiano
La chiesa è sconsacrata,
largo Banchi Nuovi
la mensa è occupata,
largo Banchi Nuovi
attenti alla pallonata,
largo Banchi Nuovi
pure la santa è preoccupata.
lezione 7

Con gli studenti dell'UPTA siamo andati a disegnare a largo Banchi Nuovi.
Altri miei disegni qui. Altri loro disegni su Flickr.

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19 gennaio, 2011

Diários Gráficos em Almada: non siamo perfetti


L'amico Eduardo Salavisa ha organizzato un'altra grande mostra di Diari Grafici ad Almada, vicino a Lisbona. Trenta autori inclusi, 10 i miei taccuini esposti. Dal prossimo 29 gennaio fino al 16 aprile 2011.
Não somos desenhadores perfeitos è il bel sottotitolo della mostra. Il catalogo si sfoglia interamente online e cliccando si ingrandisce. Come mi piacerebbe andarci!