12 novembre, 2010

Prospettive napoletane

Monte di Dio

Ogni tanto disegno con un piccolo gruppo di allieve. In questo periodo affrontiamo gli edifici in prospettiva. Per indorare la pillola scegliamo dei bei posti, come questi terrazzi. Un libro di Frank Ching ci sta aiutando: Drawing. A creative process. A volte però è difficile dare ragione ai propri occhi. Dove va questa linea, sale o scende? Questo è il dilemma.



Trent'anni fa mi capitò un altro libro di Frank Ching, Architecture. Form, Space and Order, best seller in america e mai tradotto in italiano. Scritto e disegnato interamente a mano e a matita, è stato un'introduzione ideale all'architettura. Le conseguenze sul mio modo di disegnare sono ancora visibili. Quando ho conosciuto Ching quest'estate all'Urban Sketchers Symposium di Portland si è molto divertito al racconto delle tesine che copiavo dal suo libro all'università.

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09 novembre, 2010

25 ottobre, 2010

A che santa votarsi

Il Corriere del MezzogiornoMiracolo di Santa Patrizia

La sedia di S. Maria Francesca

Il taccuino sulle sante napoletane pubblicato sul numero di ottobre di Animals è rimbalzato a Napoli, sul Corriere del Mezzogiorno. L'articolo è di Diego Lama, architetto, appassionato di fumetti e anche disegnatore urbano. Nel frattempo qui a Napoli le pile di sacchetti crescono e speriamo in altri miracoli.


13 ottobre, 2010

Il terremoto disegnato su Radio Popolare



Oggi Marina Petrillo per la trasmissione Alaska si è occupata di terremoti disegnati, mettendo insieme la storia di un artista graffitaro di Haiti e la nostra incursione nella zona rossa dell'Aquila. La puntata, con una mia intervista, si può ascoltare in podcast qui.

AGGIORNAMENTO: da oggi 25 ottobre in cinque puntate sul Corriere della Sera

10 ottobre, 2010

Una carriola di disegni per L'Aquila



Ieri sono stata all'Aquila per riempire Una carriola di disegni nella zona rossa della città. Eravamo una settantina, almeno 50 disegnatori, divisi in tre gruppi e scortati da un gruppo di vigili del fuoco. E' la prima volta che un gruppo così consistente di disegnatori si riunisce per un reportage collettivo, da Trieste, Bologna, Toscana, Latina, Roma, Lanciano... Da Napoli erano con me Caroline Peyron e Ferruccio Orioli. Ci hanno accompagnato Antonio Di Giandomenico, il prof. Antonio Gasbarrini e diversi cittadini aquilani attivi nell'Assemblea cittadina. Quello che abbiamo visto e ascoltato è duro anche da raccontare.



La zona rossa che comprende quasi l'intero centro storico è militarizzata, ingabbiata e puntellata. Camionette ad ogni varco. Ma i cantieri di restauro sono quasi inesistenti.

L'Aquila zona rossa

Mentre disegno arriva una signora con i genitori, protesta che deve vedere casa sua. I vigili del fuoco la fanno entrare, noi le prestiamo i caschetti. Quando tornano il padre è in lacrime. "Ho quattro case e non posso entrare in nessuna. Loro ci entrano invece, le hanno appena messe in sicurezza: hanno sfondato i tramezzi col piccone per far passare i tiranti, mi hanno fatto a pezzi tutto quello che era rimasto, i mobili..."

L'Aquila

A via Sturzo, fuori della zona rossa, in una fila di palazzine in cemento armato i muri di tamponamento sono esplosi schizzando fuori tutto il contenuto delle case. In un mucchio troviamo frammenti di spartiti e strumenti musicali.




Ferruccio Orioli fa un disegno in quattro parti. Architetto di origini veneziane, ha visto da vicino diversi terremoti, dal Friuli, al Belice, all'Irpinia. "Ma questo è il primo terremoto italiano a non avere una legge speciale che preveda la ricostruzione. Una città intera è così condannata alla scomparsa. Non ce la faccio più a guardare, finisco l'acquerello al caffè". Siamo stati male, tutti. Non so se era più il senso di impotenza, la rabbia o la vergogna.
Nel 1703 quando la città fu distrutta da un violento terremoto un illuminato Marchese della Rocca Marco Garofalo, il "Bertolaso" di allora, obbligò i cittadini a ricostruire le case assistendoli e sospendendo le tasse per diverso tempo.
Da gennaio i cittadini qui pagheranno le tasse normalmente, arretrati compresi.





Caroline Peyron ha dipinto a terra grandi fogli 50x50. "Non voglio estetizzare niente. Spero di riuscire a dare l'idea di questa catastrofe". Queste non sono le fascinose rovine dell'antico, quelle che venivano a disegnare gli artisti del passato anche in Abruzzo, qui ci sono solo macerie, ci mette in guardia il professore aquilano mentre cerca di illustrarci per frammenti la ricchezza del patrimonio di una città dove hanno lasciato tracce artisti come Raffaello Sanzio. "Oggi invece ci siete voi, venuti da tutta Italia. Fate girare i vostri disegni e raccontate quello che avete visto a più persone possibili".

A fine giornata i disegni sono stati raccolti da Marco Preziosi, organizzatore dell'evento, per portarli a Pescasseroli dove saranno esposti il prossimo fine settimana in occasione di Naturalmente Pescasseroli 2010, la rassegna degli amici del COECIN. Dal 15 al 17 ottobre a via Principe di Napoli presso la sede dell'associazione. In rete la notizia, alcune fotografie qui e qui e un video.

08 ottobre, 2010

Napoli miracolosa su Animals



Sul numero della rivista di fumetti Animals di ottobre uscito ieri c'è un mio reportage disegnato, otto pagine su due miracoli napoletani: il sangue di Santa Patrizia e la sedia di Santa Maria Francesca. Per saperne di più... bisogna comprare la rivista. Merito di Laura Scarpa e della sua passione per i taccuini - non solo di viaggio.

06 ottobre, 2010

Venezia, incontri e architettura

Venezia

Dopo Treviso, passo un giorno a Venezia a trovare G. e, perchè la nostalgia dei vecchi tempi sia completa, andiamo a vedere la 12° mostra di architettura alle Corderie.

Venezia, Arsenale

Facile per Kazuyo Sejima, prima curatrice donna della mostra, mettere in pratica "people meet in architecture" in uno spazio come il bacino dell'Arsenale con una giornata di sole.

Venezia, Arsenale

Saranno state le amiche, l'architettura o i ricordi, su queste sedie a sdraio saremmo rimaste per sempre. Mi è persino piaciuta la mostra e il film di Wenders sul Rolex Center. Altri disegni qui.

05 ottobre, 2010

Treviso tre disegni (con pesci)

Treviso, isola pescheria

Treviso, isola pescheria

Treviso, canoniche del Duomo

Un pescegatto in bronzo salta fuori dal canale - un altro pesce metallico è sulla balaustra del ponte, una donna pesce emerge dall'acqua - un'altra senza la coda le fa il verso dietro la finestra e le code di due delfini si intrecciano nel mosaico di un pavimento antico. Il pescatore invece è reale e più tardi pescherà una vera trota. Tre disegni sono il magro risultato di una giornata passata a disegnare a Treviso insieme ad un gruppo variegato di sketchers il 25 settembre scorso per il Trevisocomicbookfestival. Molte chiacchere in una bella giornata - inaspettata dopo il temporale.


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30 settembre, 2010

Urban Sketchers al Treviso Comic Book Festival



Andrea Longhi ha curato per il Treviso Comic Book festival una sezione dedicata ai carnet di viaggio di fumettisti e non, assieme a Giovanni Cocco. Sabato mattina ci siamo trovati in una quarantina a disegnare per le strade di Treviso, per un inedito raduno di Urban Sketchers italiani. Qui Andrea distribuisce una mappa del percorso previsto, la borsa e un Moleskine personalizzati con il logo del festival. Che organizzazione!



Un'occasione per reincontrare Miguel Herranz, che disegna un mosaico e Lapin che fa un disegno veloce all'inaugurazione, arrivati da Barcellona. Nel ritratto e col microfono è Gérard Gaillard della famosa Biennale du Carnet de Voyage di Clermont Ferrand che propone collaborazioni future al festival di Treviso, per una rete europea di eventi legati ai carnet di viaggio. Ecco la lista completa degli autori dei taccuini esposti.


La Fondazione Benetton ha ospitato la mostra dei carnet dei non fumettisti, mentre un'altra bella mostra con i carnet dei fumettisti e i taccuini cinesi di Andrea Longhi era allo spazio Paraggi. Quattro vetrine l'immeritato spazio che mi è stato dedicato.

E' la prima volta in Italia che il legame tra fumetti e carnet di viaggio viene dichiarato ufficialmente in un festival, cosa invece del tutto comune nella vicina Francia. E' stato anche uno dei primi appuntamenti tra "carnettisti" italiani per disegnare insieme, segno che siamo sempre più numerosi. Per l'occasione abbiamo addirittura guadagnato una pagina sul sito del Corriere della Sera a cura di Alessandro Trevisani.


Gli incontri spontanei tra disegnatori adesso sono diversi e in varie città, ho aggiunto una sezione "blog collettivi italiani" nel mio blogroll, cosa impensabile solo quattro anni fa, quando ho iniziato In viaggio col taccuino.
Queste novità forse si devono anche alla rivista di fumetti Animals che ha proposto fin dall'inizio i diari di viaggio disegnati ai lettori italiani. Sul prossimo numero di ottobre ci sarà infatti un mio reportage con storie miracolose napoletane.



23 settembre, 2010

Stromboli

stromboli

Erano cinque anni che non tornavamo sull'isola nera.

stromboli

E' così disegnabile che il raptus del collezionista mi ha preso in forma grave.

stromboli

Tre giorni sono bastati per fare una discreta scorta di immagini e di mare per il prossimo inverno. E per un ritorno struggente ai vecchi tempi, con G. e M. ospiti impagabili.
stromboli

Altre pagine in questo set.
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14 settembre, 2010

Il disegnatore come collezionista. Un'estate negli States



"Ci accostiamo al mondo, banalmente, da collezionisti. Viaggiare, come ogni forma di intimità personale, dimostra che non possiamo aspirare a una fedeltà assoluta, incrollabile. Scrivere qualcosa è un atto puramente sentimentale, di conservazione, il tentativo di trattenere un momento, un'immagine. Scrivere di viaggi è voler sconfiggere la transitorietà del nostro essere in un certo luogo. (...) Narrare è un po' come collezionare. La cronaca, come l'acquisizione, è il tentativo fallito di difendersi dalla transitorietà".

Al ritorno dagli Stati Uniti leggo questo articolo di Helena Fitzgerald per The New Enquiry tradotto da Internazionale nel numero sul Viaggio di agosto che discute sul saggio di Walter Benjamin, Tolgo la mia biblioteca dalle casse, a proposito del rapporto tra il collezionista (di oggetti, di persone, di storie, di viaggi, di disegni) e ciò che colleziona. La mia collezione estiva dopo tre settimane di viaggio da San Francisco verso Portland e Seattle, è misera: un Moleskine large e un taccuino più piccolo come diario con schizzi in gran parte fatti a biro in dieci minuti mentre i figli mi tirano il braccio per andarsene.
L'impulso a disegnare quante più cose possibili per documentarle e portarle con sè è un atto
consumistico, dicono la Fitzgerald e Benjamin, è un desiderio futile di possesso per "placare il dolore dell'impermanenza". Sigh!

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09 settembre, 2010

Istanbul sul libro di Pamuk

Istanbul, on Orhan Pamuk's book

Un'altro libro artefatto, appena realizzato per un compagno di viaggio di quindici anni fa. Istanbul di Pamuk è un'introduzione perfetta alla città e un supporto ideale su cui disegnarla. Sarebbe il caso di tornarci e fare nuovi disegni. Questi li ho copiati dal mio taccuino di allora, un quaderno da architetto, solo in bianco e nero, con poche scritte.

Istanbul, on Orhan Pamuk's book

Un pomeriggio del 1995 guardavamo il tramonto sul Bosforo dal tetto di una fabbrica di tessuti, dove avevamo curiosato indisturbati. Al piano di sotto i telai facevano un rumore infernale tra l'andirivieni di operai caricati come asini, con delle vere e proprie selle di legno, per trasportare enormi pezze di stoffa sulla testa e sulle spalle.

Istanbul, on Orhan Pamuk's book

In questo capitolo, sei buone ragioni per disegnare secondo il giovane Pamuk, disegnatore e studente di architettura, prima di scegliere di dedicarsi alla scrittura. Dei suoi disegni di Istanbul, Pamuk parla a lungo ma non li mostra. La tentazione di intervenirci sopra è stata troppo forte.

Istanbul, on Orhan Pamuk's book

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23 agosto, 2010

Due giorni a Seattle


Dopo il Symposium di Portland, Gabi Campanario ci ha portato in giro per Seattle insieme a Lapin e Isabel Fiadeiro. Troppo poco tempo per una città così interessante. Nel taccuino di Gabi, sto disegnando il panorama dall'unico punto dove lo Space Needle sembra l'edificio più alto, così come era stato progettato nel 1962 per l'esposizione universale. "Tutto troppo piccolo per me da qui", ha detto Lapin che per una volta ha tenuto chiuso il suo fantastico taccuino.
A me invece, come è noto, piace fare i panorami miniatura. Questo è dallo Space Needle.

L'Olympic Sculpture Park è un accogliente parco sulla baia, un museo gratuito all'aria aperta, questa è l'opera di Richard Serra. Realizzato con il contributo di persone facoltose di Seattle (che è la città di Bill Gates), fa tristemente pensare a cosa invece è capace di offrire qui da noi il cittadino più danaroso.


Il Pioneer Building è uno dei più antichi e belli della città. Lo disegno da un vicolo stretto, buio e stranamente persino un po' sporco, che mi fa pensare a casa, giusto il giorno prima di ripartire.
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18 agosto, 2010

I ponti di Portland




A Portland (Oregon) i ponti sul Willamette sono uno dei tratti caratteristici della città. Diversi per tipologia e apribili per far risalire le navi, alcuni sono dei veri capolavori di ingegneria. Freddo e grigio la mattina, caldo e soleggiato il pomeriggio, abbiamo passato tre giorni in questa accogliente città a disegnare insieme per il 1° incontro internazionale degli Urban Sketchers: ottanta persone da diversi stati americani con un gruppo europeo di corrispondenti del blog Urban Sketchers, qui ritratti da Lapin.

15 agosto, 2010

Negli States col taccuino



Dopo tre settimane tra San Francisco, Portland e Seattle ho riempito molte pagine ma sono senza scanner e con connesione lenta fino a settembre. Qualche foto la caricherò lo stesso.