Nella rete dei blog (italiani) ci siamo e in buona compagnia. Sapere quanti siamo noi blogger in Italia invece è più complicato. Tra più di 2 milioni di blog registrati, quelli veramente attivi forse sono "solo" 4.000. Closr.it è un ottimo sistema gratuito per visualizzare e zoomare disegni grandi e con molti dettagli. Proverò ad usarlo.
Dei pesci siluro, dei gamberoni e delle nutrie per questa volta ne sentiamo solo parlare, nei racconti del responsabile dell'impianto del Palantone.
L'imbocco del Cavo Napoleonico con nebbia doc, in una foto di Sonia Lenzi. Il paesaggio è un intrico di campi, strade, fiumi e canali che scorrono paralleli o intersecati. «Siora tera, ai so comandi, siora aqua, bonasera», la cantavo da bambina.
Fine d'anno lungo il Po, per visitare il sistema di canali con i quali da centinaia di anni si cerca di proteggere le case e i paesi dalle esondazioni nella stagione delle piogge e di irrigare i campi nella lunga stagione secca. A Salvatonica di Bondeno, vicino a Ferrara, con l'impianto idrovoro del Palantone ha inizio il complesso sistema idrico del CER che prende acqua dal Po per riportarla a Sud, in salita, verso le campagne romagnole.
Il primo tratto del Canale Emiliano Romagnolo, lungo più di 100 chilometri, è antico. L'acqua del Po viene sollevata di diversi metri e immessa nel Cavo Napoleonico, un largo invaso che all'occorrenza viene utilizzato anche al contrario, per accogliere le piene del fiume Reno e riversarle nel Po.
La temperatura è di circa 2°, ma è così umido che riesco a disegnare solo chiusa in macchina. E. nel frattempo si scalda in bici lungo l'argine, arrivando fino a Occhiobello.
L'impianto del Palantone dall'isola Tontola sul fiume Po, in una foto di Sonia Lenzi.
Un sabato mattina al Museo di Capodimonte con Caroline, che riesce a far disegnare persino il custode della sala. Nel gruppo di bambini c'è anche M, che si entusiasma per il Barocco e il giorno dopo chiede di essere portato in chiesa, per disegnare!
Buon anno con una segnalazione, in ritardo. Caffè a colazione è uno dei miei blog preferiti, anzi è un tlog! Laura Scarpa (Animals) apre forse per la prima volta le pagine dei suoi taccuini, oggi a Roma da Tricromia.
Il network internazionale dei disegnatori Urban Sketchers è diventato un'associazione no profit. Un comitato direttivo di 19 membri affiancherà Gabi Campanario, fondatore e presidente, per curare prossime iniziative volte a "diffondere il valore artistico, educativo e narrativo del reportage disegnato". Schizzinosa è vice presidentessa! Il nuovo logo è disegnato da Franco Lancio, architetto e graphic designer di cui si è parlato spesso in questo blog: un taccuino con finestre in ordine sparso per raccontare le città, ognuno dal proprio punto di vista.
Qui l'annuncio ufficiale su USk in inglese, con l'elenco dei membri provenienti da 12 paesi diversi, dalla Mauritania alla Danimarca, da Singapore a Napoli, da Edimburgo al Portogallo, da New York a Istanbul. Un libro e un meeting internazionale tra i nostri prossimi obbiettivi. Un bottone paypal aggiunto qualche giorno fa, sta già raccogliendo donazioni che l'associazione devolverà in borse di studio e iniziative varie. Le visite al blog continuano a crescere e i disegni degli Urban Sketchers ogni giorno mostrano il mondo, una pagina alla volta!
A Roma, dalla terrazza del Marriott Flora, disegni preparatori per un'illustrazione.
Vista magnifica sopra porta Pinciana e villa Borghese. Tra le cupole campeggia quella di San Pietro. Certi gabbiani aggressivi mi vengono troppo vicino.
Una domenica mattina di novembre a via Caracciolo, c'è un bel sole e fa caldo. Tra le famiglie in passeggiata e i venditori ambulanti e i ragazzi in pattini e bicicletta, dall'acqua escono due sub, con polpi da più di due chili. L'acqua però è verde-marrone e la spiaggia è un trito di rifiuti.
Più tardi mangiamo in terrazzo da amici, un ottimo pranzo di solo pesce. Non voglio sapere da dove viene...
Nella primavera 2008 un corriere mi recapitò questo taccuino. Aperta la busta, fu come ricevere uno schiaffo. Per la seconda volta Sergio de Benedittis partecipava alla mia mostra di taccuini su Napoli, per Galassia Gutenberg. Anche quello del 2006 era provocatorio, ironico ma certo non così drammatico (è pubblicato in Sguardi su Napoli e si vede integralmente nel suo sito, cercando in works-recenti). Gli telefonai subito e scherzammo un poco... cosa stava passando l'ho capito solo molto tempo dopo.
Mi piaceva il suo modo di fare, un po' brusco, diretto. E mi avevano colpito molto le sue fotografie, viste anni fa in studio. Bianco e nero stampato in proprio, su carta acquerello, bellissime. La sua ultima mail è di settembre, rispondeva a un invito: "qui si combatte e per ora va bene, ma non credo di poter partecipare". Sergio se ne è andato il mese scorso, dopo una lunga malattia. Addio, o arrivederci, a Sergio tupamaro, al "gabbiano fuori rotta", come ha scritto nella pagina qui sopra. Sono contenta che abbia lasciato una traccia anche tra i viaggi col taccuino.
Qualche settimana fa a Bologna presso l'Istituto dei ciechi F. Cavazza, ho assistito ad una video intervista alla curatrice del Museo Tattile, Loretta Secchi. Il museo e i laboratori che vi si tengono nascono da una ricerca cominciata anni fa, anche in risposta ad una critica rivolta a Panowski e ai suoi studi di iconologia, definiti "una storia dell'arte per ciechi".
Un amico ipovedente si è prestato ad assistere a una lezione introduttiva su alcune delle opere esposte.
C'era un intreccio di mani, quelle di Loretta guidavano quelle di M. sul corpo della Primavera del Botticelli. M. si è divertito quando Loretta gli ha chiesto di provare a mettersi nella stessa posizione della Primavera. Anche nel caso del Cristo morto del Mantegna, M. ha provato la posizione contratta della mano del Cristo.
La vista e il tatto hanno un rapporto strettissimo. La vista però è simultanea e il tatto è sequenziale. Al museo si lavora sull'"otticità del tatto", per migliorare la percezione di se stessi nello spazio. Per i non vedenti questo serve anche a dare un senso al linguaggio, che spesso è legato all'esperienza fisica della percezione. Per i vedenti, serve anche a riflettere sulla percezione dell'opera d'arte e sulle potenzialità della mente in assenza di stimoli visivi.
Un altro sopralluogo ai Quartieri Spagnoli di Napoli, con gli studenti di Urbanistica muniti di taccuino
Incontriamo persone gentili, che raccontano aneddoti, storie e misfatti del quartiere, un anziano signore recita qualche sua poesia perchè venga trascritta dagli studenti, qualcuno chiede di essere ritratto. Qualcun'altro invece da una finestra in alto tira della roba addosso ai ragazzi che stanno disegnando, a largo Baracche. Una movimentata giornata da Urban Sketchers.
Il corso è finito, ho un mucchio di taccuini da guardare nei prossimi giorni...
Sabato scorso è stato il 25° World SketchCrawl: centinaia di persone sparse in tutto il mondo, a gruppi o da sole, hanno disegnato senza sosta, per il piacere di raccontare la loro città o la loro giornata con parole e immagini e condividere le proprie pagine sul web. Per l’occasione ho intervistato Enrico Casarosa, storybord artist alla Pixar, autore di fumetti, illustratore e sketcher di origini genovesi, ideatore di queste maratone mondiali del disegno.
Enrico, quando e come ti è venuta l’idea dello SketchCrawl?
Nell’estate 2004 pensai di passare un intero sabato disegnando in giro per San Francisco. Senza fermarmi mai. Il nome sketch crawl mi venne in quell’occasione, pensando al pub crawl (crawling significa trascinarsi lentamente, ad esempio di pub in pub… fino all’ubriachezza totale)
La sensazione provata dopo questa maratona di disegno lunga un giorno fu esaltante. Avevo riempito 19 pagine del mio taccuino con acquerelli, ero sfinito ma soprattutto mi ero molto divertito.
L’idea in seguito prese una forma più collettiva, quando cominciai a coinvolgere alcuni colleghi disegnatori. Ci accorgemmo subito che scambiarsi i taccuini e guardare i disegni degli altri a fine giornata era uno degli aspetti più piacevoli.
A novembre 2004 decisi con l’aiuto di internet di farne un evento globale, una vera maratona mondiale del disegno che coinvolgesse più gente possibile, in tutto il mondo. Da quel momento le città e i disegnatori coinvolti sono in crescita costante e sempre più persone partecipano al gioco. E’ una sensazione magnifica sapere che mentre stiamo disegnando ci sono centinaia di persone in giro per il mondo con carta e penna che stanno facendo la stessa cosa.
Perché è così importante per te disegnare sul posto e perché disegnare insieme, condividendo poi i propri disegni?
L’atto di disegnare ha qualcosa in comune con la meditazione, ti obbliga a rallentare e a dare veramente importanza a quello che vedi. Questea lentezza, contrapposta alle nostre vite frenetiche, è subito apparsa come l’aspetto più prezioso delle maratone del disegno. Funziona anche disegnando in un interno o nella propria casa: ci sono molte cose da osservare persino nel nostro soggiorno. Tuttavia incontrare artisti all’aperto e passare lo SketchCrawl insieme permette di conoscere persone interessanti che condividono la stessa passione per il disegno e di mostrarsi reciprocamente i taccuini.
Come si sta evolvendo lo SketchCrawl e come vedi il futuro di queste sorprendenti maratone di disegno?
Il World Wide SketchCrawl sta raggiungendo sempre più persone. Ogni appuntamento – ne teniamo circa quattro all’anno – coinvolge nuovi artisti. Spero continui a crescere. In futuro vorrei rendere più semplice il caricamento dei disegni dello SketchCrawl (per pubblicare i propri disegni bisogna iscriversi al forum con un log in, ma si possono caricare solo disegni che sono già presenti sul web, in un sito o ad esempio su Flickr).
In oltre mi piacerebbe indire un weekend di SketchCrawl a San Francisco, a cui invitare tutti i crawlers… Un fine settimana di corsi, laboratori e disegno in giro per la città. Spero riusciremo ad organizzarlo nei prossimi anni!
Grazie Enrico per questa bella idea che ha ispirato tanti disegnatori, professionisti e non, e che ho cercato di far conoscere anche a Napoli, durante le mostre di In viaggio col taccuino.
In occasione del 25° Sketchcrawl, per Radio Popolare Marina Petrillo ad Alaska ha intervistato Miguel Herranz, Urban Sketcher a Bologna (la mano nella foto di Marina è la mia, durante una trasmissione in diretta da Riva del Garda).
Anche Luisa Carrada nel Mestiere di Scrivere ha fatto gli auguri a Urban Sketchers.
Marina Misiti, la Donna con la valigia, lettrice fedele di Urban Sketchers, promette anche di partecipare al prossimo Sketchcrawl... senza la valigia ma con un più agile taccuino e una nuova scatoletta di acquerelli! Che sia iniziato il contagio, anche nel nostro paese?
Sopralluogo a largo Baracche, nei Quartieri Spagnoli. Le allieve/i vengono in gran parte da fuori Napoli, così la prima giornata di urban sketching la passiamo all'interno della piazza, rialzata e recintata, punto di osservazione distaccato ma "comodo". Disegnare dal vero è difficile, ancor più difficile pensare anche a cosa disegnare e perchè. Dopo un'ora sono tutti stanchi. Racconto dello Sketchcrawl, della piacevolezza di disegnare fino all'ubriachezza, fino all'indigestione... mi guardano perplessi!
Nei miei disegni cerco di essere didascalica, segnando in arancione le tracce che stiamo cercando - tracce di uso degli spazi pubblici (e privati: a Napoli la commistione è nota), tracce di cura e tracce di degrado, questo è uno dei temi assegnati dal Laboratorio di Urbanistica. Parlo con alcune persone, mi faccio raccontare qualche storia della piazza... un po' di giornalismo grafico. Su Flickr altre pagine e prossimamente i reportage delle allieve/i. Qui, un articolo sul corso uscito su Ateneapoli.